Storia - Land of Britain

La storia di Britannia è densa di leggenda e mistero. Ho dedicato la mia vita a raccogliere testimonianze delle sue origini, dei suoi cambiamenti e l’evolversi della sua storia. In queste pagine potrete trovare degli estratti che io, un povero e semplice studioso amanuense, ho ritenuto essere fondamentali per la comprensione dell’isola su cui viviamo.

Mappa di Britannia

Storia di Britannia nell’Era del Drago
volume I

Il Grande Dragone era la terra stessa. Con la sua magia plasmò il sacro suolo di Britannia e le razze al di là del mare la popolarono. I tre regni sorsero di conseguenza. Avalon a oriente, baciato dal sole e solcato da dolci colline verdeggianti. Talamhria a occidente, lussureggiante nel suo verde splendore. Norsengard nel profondo Nord, patria dei ghiacci perenni, dove solo i più forti possono sopravvivere.

Mille anni passarono, benedetti da una pace forte e duratura. Per onorare questo traguardo, il Drago donò alle capitali la magia stessa. La spada e la corona per Camelot, avvolte nella sacra fiamma. Il martello e l’incudine a Valhalnir, bagnati dalla cascata di ghiaccio. L’albero della vita e la pietra, cuore pulsante di Emain Denn. Presenti che promettevano amicizia e fratellanza per un altro millennio.

Tutto finì dopo un solo anno. Giunse la guerra, portata come presagio dall’iracondo vento del Nord.

Le delegazioni si riunirono per onorare il Drago, ma esso non era più. Ne restava soltanto il corpo sofferente, flagellato da ogni tipo di ferita, trapassato da ogni tipo d’arma. Lance e martelli forgiati col metallo freddo di Norsengard giacevano assieme alle spade e agli scudi scintillanti d’Avalon, ai bastoni e alle frecce Talamhriane.

Ogni reggente fu lesto a dichiararsi innocente, puntando il dito contro il vicino che meno aveva in simpatia. Nessuno si prese la colpa. Forse non era di nessuno. Il Corvo appollaiato sul corno spezzato fu testimone dell’inizio della Guerra.

I legati battagliarono sul posto, ognuno bramoso di poter ghermire i resti del Drago nella vana speranza che in essi albergasse ancora il potere della creazione. La terra stessa, unita in vincolo indissolubile con lo spirito draconico, sembrò aborrire tale massacro sul suolo sacro. Una grande fenditura si aprì nel terreno, allargandosi in tre direzioni e tagliando fuori i regni l’uno dall’altro. Il corpo esanime della bestia sacra fu fagocitato dall’ombra, lasciando indietro solo la zanna, il corno e l’artiglio. Unicamente i tre re sopravvissero, ognuno dei quali prese una reliquia e tornò verso le sue terre, promettendo silenziosamente che il debito di sangue sarebbe stato pagato. Il Corvo volò via soddisfatto.

Cronache di Guerra, Tomo III

Il potere delle Reliquie scema. Più si allontanano dal baratro nero e meno la loro influenza benefica arricchisce la terra del regno prescelto. Tre roccaforti stanno venendo erette nei pressi dei baratri, abbastanza vicine ai regni per essere difese celermente, ma anche abbastanza lontane per essere sicuramente soggette a continui attacchi in futuro. Ogni re brama la ricchezza e l’opulenza che animavano i rispettivi regni. Forti di pietra nascono sulle colline di Lanster, avamposti di legno punteggiano i valloni di Asgaror, alberi e rocce vengono plasmati per difendere Uxed-Uir. Gli eserciti possono fronteggiarsi soltanto in tali luoghi, il cuore dei regni sono stati graziati dal vedere l’acciaio balenare, gli elementi colpire e il sangue scorrere. Almeno per il momento. Il vento nero della guerra danza rapido, come il battito delle ali di uno scuro uccello.

Dinastia di Avalon, volume XXIV

Vortigern l’usurpatore è stato finalmente destituito. Gli eserciti di Uther Pendragon marciano in  gloria all’interno di Camelot, di fronte all’incoronazione del nuovo re. Uther, mezzo umano, mezzo drago, è stato l’unico in grado di unificare le razze avaloniane. I dissapori sono stati archiviati e l’intento comune è quello di fronteggiare i pericoli che vengono da Nord e da Ovest. Gli Avaloniani ora danno asilo agli Highlanders, scacciati dalle loro terre a causa dei Norden. I Ferliath, seppur sempre schivi, hanno abbandonato l’embargo verso gli altri popoli. I Catuvellanui hanno giurato fedeltà di buon grado, dopo la restituzione delle terre perdute. Anche i Giganti hanno preso posizione, come anche i Draconiani, che riconoscono in Uther il solo e unico Re Drago.

Canti del Nord, Tradizione orale popolare

Sia lode alla Regina Brunhild, che con la forza del braccio e l’acume della mente ha riportato Norsengard all’antica magnificenza. Asgaror è riconquistata, di nuovo la Reliquia ci dona il potere. Il regno è finalmente unito sotto un unico scudo. I Norden festeggiano con gli Ulver venuti in aiuto dal mare orientale. Gli Jotunn cementano l’unione ricostruendo i palazzi di ghiaccio degli Alveris. Le fucine dei nani plasmano l’acciaio che i Goblin vendono a prezzo stracciato. Il Nord si è unito, e i nostri nemici tremare dovranno.

Resoconto del Concilio dei Re, Emain-Denn

La sfida per decretare il Re Supremo di Talamhria è infine terminata. Cu Chulain si è sbarazzato di ogni campione, mostrando la sua forza incommensurabile e il temperamento focoso. Re Conchobar quindi prende il comando, anche se pende totalmente dalle labbra del suo campione. Chi dunque detiene il vero potere? Nonostante ciò, i popoli sottostanno alla legge e si prodigano per la difesa del regno. I Talamh sono pronti alla guerra, così come gli Elfi, poiché le loro dimore sono quelle più vicine al pericolo. I Nagur hanno raggiunto la terraferma per donare il loro aiuto, così come i pastori del sottobosco, Voadkyn, scacciati dalle loro riserve invase dalla fitta vegetazione. I Leprechauni finanziano la macchina bellica, anche se non ci è ancora chiaro da dove giunga tutto quell’oro. Infine una nuova razza si è rivelata, che porterà aiuto insperato nella guerra. I Seantaidh, spiriti della natura, si sono uniti a noi, segno che la terra stessa ci è fedele e perora la nostra causa.

Lettera sconosciuta

Il vento nero è all’opera. Già le terre di Avalon stanno iniziando ad inaridirsi. Le regioni orientali si stanno tramutando in deserti abbandonati e il morbo avanza senza che essi possano fare nulla. Talamhria è invasa dalla radici che infestano a occidente facendosi strada attraverso boschi, foreste, città e interi territori. I popoli continuano ad abbattere e tagliare, ma per quanto veloci essi siano, non lo saranno mai abbastanza per arrestare il contagio. Infine i ghiacci di Norsengard si stanno liquefacendo. Sebbene le temperature siano sempre più rigide, l’acqua scorre verso meridione, creando paludi montane e facendo crollare tutto ciò che una volta si erigeva sul freddo ghiaccio. Come sospettato, solo le Reliquie del Drago sono in grado di fermare temporaneamente questo decadimento. La guerra incombe su tutti i fronti, più dura e sanguinosa come mai prima d’ora.