Bestiario - Land of Britain

Le creature di Britannia

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 Antichi

Dinastia di Avalon, volume XIX

Infine  i morti si sono risvegliati dalle loro tombe di sabbia. Gli antichi re emergono dai sepolcri reclamando ciò che una volta era loro. L’acciaio li ferisce a malapena, la fiamma consuma la carne, ma le ossa sono immuni. Lenti e inesorabili colonizzano l’oriente, scacciando i vivi che nulla possono contro l’aberrazione insita nel loro essere.

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Bonnain

Odi dei Nagur, Tradizione Orale

Si spaccano i flutti, giunge il canto. Femmine di morte, sangue e incanto. La voce è veleno, il bacio terminale. L’occhio ferisce la vista, l’abbraccio è ghiaccio invernale. Reclamano le coste in branchi arditi, ci scacciano a terra impotenti e avviliti. Figlie della notte, mogli della nebbia. Soltanto il fuoco del sole può scalfire la loro tempra.

Knochenbrecher

 

Knochenbrecher

Terrori del Nord, volume III

I Knochenbrecher sono insetti giganti, pericolosi oltre ogni dire e letali come poche creature. La parte inferiore del loro corpo assomiglia a un millepiedi e il carapace nero è duro quasi quanto l’acciaio delle armature. Le zampe sono sottili, ma forti e robuste e permettono all’essere di muoversi con grande velocità anche alle pendenze più impensabili. Alcuni esemplari possono anche muoversi su pareti verticali. La coda è formata da due tenaglie in grado di immobilizzare le prede che poi vengono flagellate dagli arti superiori, affilati come rasoi. Il tronco è simile a quello delle mantidi, ma le braccia sono sei: le quattro inferiori più taglienti, mentre le due superiori spaccano letteralmente le ossa – da qui il loro nome. Anche il morso è pericoloso, anche se meno letale. I colori sfumano dal nero della parte inferiore fino al verde acceso del capo. Hanno inoltre una sorta di mimetismo innato che permette loro di diventare poco visibili in ambienti ricchi di vegetazione, soprattutto marcescente. Prediligono vivere in luoghi umidi e il discioglimento dei ghiacci ne ha creato un habitat naturale nelle zone di Bifrosgard soprattutto. Cacciano prevalentemente di notte e sono ghiotti di carne, umana soprattutto.

DRAGHETTO

 

 

Salamandra Cornuta

Valad Odivere, diario personale

L’esplorazione ci condusse in una valle nascosta tra le prime pendici di Catuvellum. Laggiù abbiamo scoperto una nuova razza di bestie. Salamandre cornute, color del fumo e del cielo, non più grandi di un cane di imponente stazza. Sembravano docili e per nulla intimorite da noi, quasi che fossero addomesticati. Fu il nostro fatale errore. Ci attaccarono quando pensavamo di essere al sicuro. Le code guizzarono veloci, inoculando veleno che intorpidiva i sensi. Alcuni dei nostri hanno attaccato con le lame, ma le scaglie erano dure da trapassare. Le forze stavano venendo meno quando infine sbuffarono vapore simile a nuvole temporalesche dalla bocca. Tutto divenne nero e persi i sensi. Mi risvegliai con morsi sulle gambe, ma ero il più fortunato. Degli altri rimanevano soltanto arti mangiucchiati. Probabilmente quando le salamandre arrivarono al mio turno, erano già sazie.